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ADRIATIC Osiguranje – CAPITOLO 1

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Scritto da Sean Filipin

Ex agente assicurativo, ora critico assicurativo Vuoi contattarmi? Chiamami o scrivimi una mail

In questo blog, oltre a voler analizzare dal punto di vista critico quello che è il mercato assicurativo e l’autorità di Vigilanza, voglio anche mettere chiaramente per iscritto la mia esperienza con Adriatic Osiguranje d.d..

Nasce quindi una nuova collezione con questo articolo, STORIA ADRIATIC OSIGURANJE.

Bene, iniziamo.

L’origine del problema con Adriatic Osiguranje

Come nasce tutto? Per caso.

Seriamente, per caso. Tutto ha origine da una chiamata che nel Settembre 2018 mio papà ricevette dal Sig. Zlatko Radolovic in merito alla possibilità di collaborare relativamente alla distribuzione dei prodotti assicurativi di una compagnia assicurativa croata, la Jadransko Osiguranje d.d. (che poi divento Adriatic Osiguranje d.d.).

All’epoca tutta la mia famiglia era occupata a gestire gli affari di una compagnia Croata già operante in Italia, la HOK Osiguranje d.d. per la quale avevamo gestito tutte le pratiche burocratiche necessarie a ottenere tutti i requisiti per poter operare sul territorio italiano.

Quindi tornando a noi, ci contattò Zlatko Radolovic di Adriatic Osiguranje e, alla fine della chiamata mio papà fissò un appuntamento nell’immediato per incontrarsi, conoscersi e eventualmente decidere di collaborare insieme.

A questo punto, sulla base di quanto appreso negli anni di operatività con la HOK Osiguranje d.d. preparammo una presentazione che avrebbe potuto dimostrare i servizi da noi erogabili.

Ora inizia la parte divertente…

Il primo appuntamento con questo fantomatico Zlatko Radolovic avvenne in un bar a Tricesimo. All’arrivo notammo una persona un po’ tarchiata, agitata e assolutamente incapace di dialogare in qualsiasi altra lingua fuorché il croato.

Ci presentammo e a questo punto iniziammo i discorsi relativi al tipo di necessità che aveva la compagnia, in tale appuntamento ci spiego che lui era stato nominato quale rappresentante generale per l’Italia.

Segui un discorso un po’ poco chiaro relativamente al tipo di struttura che si voleva creare sul territorio Italiano.

I discorsi che fece mi indussero a pensare che la loro intenzione era quella di mantenere gli organismi di controllo in Croazia (sistema tipicamente adottato nell’operatività in Libera prestazione di Servizi o LPS), quando nella frase precedente mi aveva detto che era stato nominato rappresentante generale per l’Italia (figura legata alla sfera dell’operatività in Stabilimento o LS).

La mia prima domanda nei suoi confronti me la ricordo molto chiaramente : “Ma volete operare in LPS o in LS?”.

Zlatko mi guardò stralunato, bevve il caffè e stette in silenzio per circa un minuto, il classico silenzio tombale imbarazzante.

Mio papà intervenne per evitare imbarazzi e cerco, alla sua maniera, (da bravo commerciale) di estrarre un minimo di informazioni contestualizzate dalla confusione che questa persona era stata in grado di fare nella sua presentazione e illustro velocemente quali erano le figure che noi potevamo fornire e che tipo di supporto strategico potevamo dare.

Di tutti gli argomenti trattati (compliance, governance, risk management, distribuzione, sinistri, informatica, ecc…) mi colpì come la sua unica preoccupazione fu la “vendita” (neanche la distribuzione).

Ci spiego come lui era stato nominato direttore della sede di Trieste e che era suo compito avviare la rete in Italia.

Io ovviamente, siccome sono sempre stato portato per la parte di Compliance e Managment in generale, ho subito esordito, supportato da mio padre, spiegando che la distribuzione (o vendita…) era l’ultimo problema da affrontare.

Prima andava affrontata l’organizzazione aziendale, andavano definiti i ruoli, COMUNICATI ALL’AUTORITÀ, e solo dopo aver creato la struttura scheletrica base si sarebbe potuto procedere all’avvio dell’attività distributiva.

Il buon Zlatko mi guardò stralunato, inspirò lentamente e, fumata la quinta sigaretta di fila, esordì con un bel: “Boh”.

Ci spiego poi che tutti questi elementi non lo riguardavano.

Notate bene al Rappresentante Generale per l’Italia non interessava dei processi che definivano l’azienda di cui lui era rappresentante generale, gli interessava solo di avviare la “vendita”).

Finito questo primo incontro ci salutammo e lui ci disse che avrebbe parlato di quanto avvenuto quel pomeriggio con i suoi superiori e, non appena tutto fosse stato pronto, ci saremmo rivisti per avviare le trattative e le discussioni con il consiglio di amministrazione della compagnia.

Nel prossimo capitolo della Storia Adriatic Osiguranje vi racconterò del primo incontro avvenuto con il Consiglio di Amministrazione presso il mio piccolo ufficio in Via Armando Diaz n.12 a Tricesimo (UD).

Il critico assicurativo,
Sean Filipin.