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ADRIATIC Osiguranje – CAPITOLO 7

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Scritto da Sean Filipin

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Nell’ultimo capitolo abbiamo analizzato come Adriatic Osiguranje abbia violato le disposizioni dell’autorità Croata, vedi il documento allegato (clicca qui per scaricarlo), continuando la collaborazione instaurata con il sottoscritto e mio padre e mascherandola con altre società del gruppo Agram.

Nel caso non abbiate letto l’articolo ve lo riporto di seguito :

Le chiamate camuffate con il modificatore vocale, l’autorizzazione all’esercizio in Italia e le ferie obbligatorie

Per semplificare la lettura dei successivi avvenimenti faccio un breve riassunto:

  1. Mio padre era stato incaricato di creare e amministrare la rete commerciale, senza titolo ufficiale n’è assunzione;
  2. La mia assunzione era stata trasferita da Adriatic a EuroAgram Tis d.o.o.; Io rimanevo tenuto a sviluppare il sistema informatico necessario ad Adriatic per operare sul mercato italiano;
  3. Entrambi amministravamo la sede di Udine definendo le politiche di gestione della sede e gli orari dei dipendenti che venivano pagati in nero da Adriatic tramite buste di denaro delle quali io ero incaricato del trasferimento dalla Croazia all’Italia (Udine).
  4. Le attività erano svolte alla luce del sole e interagivamo giornalmente con intermediari e/o tecnici del settore anche se nulla di tutto ciò ufficialmente era permesso in quanto il vigilatore croato, su istanza di quello italiano, aveva vietato ad Adriatic Osiguranje di collaborare con noi.

Dunque, cosa successe dopo?

Dopo la forzosa riorganizzazione seguirono due mesi di lavoro continuo dove portammo a termine circa il 60% dell’attività necessaria ad Adriatic per operare sul territorio italiano.

In questo periodo mio padre accolse molti intermediari presso la sede di Udine (che in quel momento era in ristrutturazione) e io mi trasferii momentaneamente a Zagabria per seguire i programmatori interni di Adriatic Osiguranje nella creazione delle procedure e dei software necessari al dialogo con i principali database del mercato R.C. Auto in Italia.

Questi furono mesi di incertezza totale, tutti lavoravano senza sosta ma la direzione della compagnia non dava alcun riscontro in merito allo stato dell’autorizzazione ad operare.
Ovviamente in mancanza dell’autorizzazione i dipendenti rimanevano assunti a nero e, a detta di Goran Jurisic, tale situazione sarebbe rimasta immutata fino all’inizio dell’operatività (questo succederà solo a Settembre 2019).

Luglio 2019, finalmente Adriatic ottenne l’autorizzazione ad operare; ed ecco che inizia la parte più divertente e assurda.

Vi ricordate quando vi ho spiegato che io e mio papà siamo stati “ingaggiati” per dare supporto strategico e operativo ad Adriatic?

Una volta ottenuta l’autorizzazione Adriatic maturò il bisogno di contattare ANIA per interconnettere i propri sistemi ai database che ANIA gestisce per conto di IVASS.

Chi era l’unica persona, l’unica in tutto il gruppo agram (composto da svariate migliaia di dipendenti), capace di gestire il rapporto con ANIA e, sopratutto, capace di gestire la procedura di connessione e testing dei sistemi informatici?

Ero io, quello che sarebbe dovuto essere il responsabile informatico italiano di Adriatic.

C’era un problema però, io ero un fantasma, ero mascherato, non potevo esserci.

Quale fu la soluzione di Jerko Grizelj (Responsabile informatico che poi diventò membro del CDA di Adriatic Osiguranje)?

Usare un modificatore vocale e farmi dichiarare di essere un’altra persona.

Si avete capito bene, quella persona che poi diventò uno dei quattro membri del consiglio di amministrazione di Adriatic, aveva deciso che la soluzione per ottenere quanto necessario era trarre in inganno i responsabili ANIA usando un modificatore vocale e facendomi dichiarare di essere un’altra persona.

E così fu, Jerko instaurò la chiamata e poi mi collego in conferenza.
Io dovetti adoperarmi per predisporre un computer con un client voce e un software di modificazione della voce con il quale feci poi la chiamata.

Ecco come avvenne il primo contatto tecnico tra Adriatic e ANIA, una conferenza tra il responsabile tecnico ANIA, Jerko Grizelji e un fantasma con la voce codificata.

Nel frattempo, nel pieno dell’attività di sviluppo, nonostante avessimo appena ricevuto l’autorizzazione ad operare, tutto il CDA di Adritic andò in ferie, sospendendo le attività di direzione e quindi anche l’inizio dell’attività di distribuzione fino a Settembre 2019.

Può sembrare follia ma, nella collaborazione che si era instaurata, questa era quasi la normalità. Una strana normalità di cui vi racconterò nei prossimi capitoli, dove analizzeremo insieme lo sviluppo dell’attività di Adriatic in Italia a partire da Settembre 2019.

Il Critico Assicurativo,
Sean Filipin.