I fatti pubblicati sono tutti veri e comprovati. Nel caso in cui ricevessi una querela pretestuosa procederò immediatamente a denunciare l'autore per calunnia presso il tribunale competente.

IVASS – Quanta trasparenza c’è nel mercato?

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Scritto da Sean Filipin

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Che la polemica con IVASS abbia inizio!

Credo che sia arrivato il momento di aprire il vaso di pandora e iniziare ad analizzare le azioni di questo ente pubblico sotto tutti i punti di vista, primo fra tutti l’attività di vigilanza sull’intermediazione assicurativa.

Vi chiedete il perché?

Semplice, sono stato oggetto di un attacco senza precedenti e senza scrupolo.

Il fine di questo attacco?

Se siete del settore lo sapete benissimo: ti attaccano direttamente con l’intento di denigrare la tua figura e farti risultare un delinquente in modo da eliminarti dal settore…

Sappiamo che i sistemi sono diversi:

  1. Ispezione “a tradimento” con una dozzina di ispettori, coadiuvati dalla Guardia di Finanza, che arrivano in ufficio la mattina e ti bloccano l’attività a tempo indeterminato.
  2. Ispezioni effettuate sulla base di segnalazioni ricevute dal mercato dove ti vengono in ufficio, entrando come dei conquistadores, pretendendo una stanza climatizzata o riscaldata dove possano espletare le loro attività di ispezione. La stanza deve essere loro riservata per almeno 3 settimane (ovviamente tutti noi questo c’è lo possiamo permettere vero?) e gli si deve consegnare le chiavi in modo che solo loro possano accedervi (in sostanza un subaffitto a titolo gratuito).
  3. Ispezioni, “indagini” e condanne effettuate sulla base di segnalazioni effettuate dalla compagnia per la quale si lavora assiduamente.
  4. Altri fantasiosi sistemi che avremo modo di discutere e commentare nell’immediato futuro…

Io sono stato attaccato con il terzo modello.

IVASS & Adriatic Osiguranje: la strana coppia

Adriatic Assicurazioni è compagnia assicurativa straniera con sede in Croazia, già nota alle cronache per essere finita sulla rubrica Ti assicuro che non pago di Striscia la notizia.

Per questa compagnia ho espletato attività di intermediazione assicurativa dal Settembre 2019 sviluppando, in 13 mesi, un portafoglio R.C. Auto (Ramo 10) di:

  • 10.549.638,76 imponibili
  • 13.345.173,90 lordi

alle 23.50 di sera del 2 Ottobre 2020 mi revoca “Per giusta causa senza preavviso per grave inadempimento” motivando la giusta causa come segue :

“La giusta causa del motivo di recesso è dovuta al Suo grave inadempimento nell’operato per conto della compagnia, pertanto non si necessita del preavviso di 30 giorni ai sensi del (senza doppia e senza apostrofo) art. 6 del contratto (III Durata del Rapporto).
Tale scelta è dovuta dal rifiuto da parte Sua di adempiere agli innumerevoli solleciti (mai avvenuti) riferiti alla sottoscrizione dell’appendice del contratto a Lei inviata (mai inviata), non conformandosi alle scelte imprenditoriali della compagnia, alla tariffa (bello eh? Un agente che non si conforma alla tariffa? Sinceramente mi chiedo ancora come sia possibile…) e ai prodotti della stessa predisposti, il che rende impossibile la prosecuzione del rapporto.”

Fonte : Revoca Adriatic Osiguranje d.d. ricevuta via PEC alle 23.45 del 2 Ottobre 2020

Eh già, questa compagnia ha pensato di revocare alle 23.45 di Venerdì sera, un agente che aveva prodotto nel mese di Settembre 2020 un portafoglio pari a € 1.136.826,62 imponibili e € 1.438.289,33 € lordi.

Ora arriva la chicca, perché alle 23.45?

Chi è l’agente che alle 21.33 del 2 Ottobre 2020 aveva inviato un bonifico di € 301.790,28 per il saldo delle polizze incassate nel periodo che intercorre tra il 21.09.2020 e il 26.09.2020?

Ero io.

Avevo pagato tutto, anche se non era ancora maturato il credito nei confronti della compagnia relativamente a tale periodo, in quanto il mandato stabiliva che maturasse il 5 del mese successivo.

Non avrei mai pagato se non fossi stato minacciato di revoca del rappresentante generale per l’Italia, ovviamente però, come potrai verificare nei prossimi articoli, collaborare con questa compagnia significa sottostare alle loro volontà e non certamente rispettare l’accordo nazionale da entrambi firmato.

Credo che il perché la revoca sia arrivata solamente alle 23.45 sia chiaro, vero?

Siccome sapevano benissimo di fare qualcosa di non corretto, perché non aspettare un pagamento che potrebbe, in caso di contestazioni, non arrivare mai?

Ed eccoci al sunto della questione, perché tutte queste informazioni?

La critica nasce dall’esigenza di migliorarsi, giusto?

Bene allora direi che criticare “colui che non deve essere nominato” sia il miglior modo di migliorarsi e far crescere l’intero sistema assicurativo.

Semplifico per chi non è del settore: parlo di IVASS.

Secondo voi, se una compagnia revoca un agente, qualsiasi sia il motivo della revoca e indifferentemente dal fatto che la revoca sia fondata o meno (questione prettamente di diritto che va discussa nelle sedi giuridiche opportune, come da me peraltro fatto) dovrà rispettare o meno i dettami dell’accordo nazionale agenti da essa accettato in fase di conferimento del mandato agenziale?

La risposta è ovvia, se ha accettato le regole dell’accordo ANA del 2003 allora la stessa si è obbligata a rispettarne i dogmi.

Bene, allora perché la stessa compagnia che mi ha revocato non ha mai voluto effettuare le operazioni di riconsegna? (come fanno tutte le compagnie).

Sapete cosa mi ha risposto la compagnia quando glielo abbiamo chiesto in giudizio? Ha risposto dicendo che l’obbligo era mio e che io avrei dovuto fare le riconsegne e questo interpretando letteralmente il titolo dell’articolo dell’accordo nazionale agenti quando il contenuto dello stesso rende ben chiaro che è la compagnia a dover disporre le riconsegne e, nel caso di assenza dell’agente, notificare il verbale tramite ufficiale giudiziario all’agente in contumacia.

Sembra una follia vero?

Mah, a me la vera follia sembra un’altra; è possibile che :

  1. La compagnia revoca il mandato il 2 Ottobre per una motivazione bizzarra ma non c’entra con le questioni relative alle rimesse dei premi assicurativi;
  2. La compagnia inizi a minacciare il sottoscritto cercando di costringerlo al pagamento di un importo non verificato e per il quale non vi era alcun titolo di credito valido, mancando le operazioni di riconsegna;
  3. La compagnia (l’ho scoperto dopo questo) comunica ad IVASS il 7 Ottobre 2020 una revoca per giusta causa per mancata rimessa;
  4. IVASS istruisce, di fretta e furia, una pratica di sanzione per omessa rimessa di premi assicurativi;
  5. Alla mia segnalazione rispetto alla mancanza delle operazioni di riconsegna, in fase uditoria, IVASS ha glissato dicendo che ciò, a suo parere, non rilevava nelle questioni relative alla mancata rimessa.
    In sostanza è come sostenere che io dovevo dei soldi solamente a fronte di un documento unilaterale della compagnia, non verificato e non adeguato a dimostrare in alcuna maniera il credito dichiarato e/o vantato.
    A livello normativo l’unica maniera per chiarire quale fosse il credito o debito a mio favore era effettuare le operazioni di riconsegna e redigere il verbale di riconsegna di agenzia dal quale matura l’importo esatto a debito o a credito.
    Sostenere che la compagnia avesse ragione (IVASS) e io ho effettivamente omesso una rimessa è come sostenere che è legittimo emettere una fattura senza motivo e chiedere al giudice un decreto ingiuntivo sulla base di tale fattura. Quando si andrà in discussione bisognerà dimostrare che l’attività è stata svolta, io in sede civile sto dimostrando che, nella peggiore delle ipotesi, risulterò cumulativamente a credito nei confronti della compagnia di almeno 150 mila €. Intanto però IVASS mi ha già radiato dal RUI indicando come motivo la mancanza di rimessa, dimostrando quindi che la sua giustizia amministrativa è completamente sconnessa dalla realtà giuridica civile e che ritiene la verità degli agenti come secondaria rispetto a quella delle compagnie.

Vi rendete conto della gravità di quanto sostenuto da IVASS?

Certo, di stranezze nell’universo del vigilatore se ne sono viste negli anni ma, arrivare al punto di distorcere la realtà, negando l’evidente violazione della normativa contrattuale collettiva da parte della compagnia fa credere che la trasparenza sia un lontano e vago ricordo.

Perché IVASS ha preso per certo quanto sostenuto dalla compagnia e non ha verificato nulla di quanto sostenuto dall’Agente in sua difesa?

Perché accettiamo questo regime di impotenza nei confronti del Vigilatore e delle compagnie assicurative? Io ormai non sono più un Agente ne sarò mai più un intermediario e questo non per obbligo ma per scelta.

Voglio essere quel critico che il mercato attualmente non ha, sarò sempre alla ricerca della verità e sarò vorace di informazioni. Le critiche ci aiutano a crescere, vediamo quanto bisogno di critiche pubbliche ha bisogno questo mercato per crescere.

Di tutte le perle che IVASS ci ha regalato negli ultimi anni c’è ne una a cui voglio riservare una particolare attenzione, il risarcimento diretto.

Grazie all’esperienza maturata nell’ambito della liquidazione sinistri R.C. Auto posso raccontarvi e descrivervi il settore da dentro, facendovi scoprire tutte le schifezze, pienamente appoggiate (a volte addirittura incentivate) dal Vigilatore italiano.

Nella mia collezione dedicata al risarcimento diretto troverete tutte le risposte alle domande a cui, fino ad oggi, nessuno ha voluto rispondere, e potrete verificare, matematicamente, come il sistema del risarcimento diretto sia il sistema più ingiusto per intermediari e consumatori.

Sean Filipin.
Il critico assicurativo.